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enrikuez on-linefatti e misfatti tra Belluno, Venezia e dintorni...
May 16 7777>>Poche idee ma ben confuse
Vado a farmi fare un preventivo per le gomme prima di doverne fare uno anche per i cerchioni dato che tra un pò guido con quelli. Il tizio mi chiede: ne vuoi un treno intero? No, che cazzo me ne faccio, dammene quattro intanto. Poi mi chiede se ho già un'idea o se mi voglio fidare di lui. Io delle macchine non ne so un cazzo, figurati di gomme. Lui lo capisce e mi guarda un pò così, come dire "ma che razza di uomo sei?" Non so se qualcuno di voi ha mai visto, credo di si, Giorni di Tuono [Days of thunder] dove un giovane Tom Cruise, oltre a limonare con Nicole Kidman vestita da infermiera, sfrecciava con un'auto Nascar urlando nella radio "non capisco un cazzo di macchine, io guido e basta". Eppure nessuno gli ha chiesto che cazzo di uomo sei, o l'ha messo in imbarazzo. Ayrton Senna, la cosa più bella che abbia mai premuto un accelleratore, un distillato di classe irripetibile, non ha mai fatto un giorno di test in vita sua. C'era Prost, il professore, che passava giornate intere a sviluppare la macchina, parlare con gli ingegneri, limare imperfezioni, ad addomesticarla, addolcirla. Senna arrivava, saliva su una qualunque trebbiatrice con attaccato un alettone ed un'adesivo Marlboro e dava due giri a tutti. Parliamo di macchine senza elettronica e con tanti di quei cavalli da fare invidia alla cavalleria polacca. Macchine in cui i braccetti delle sospensioni passavano tra le caviglie dei piloti. Cavalli impazziti. Pensate come si sentiva Prost a farsi un culo così per tutta la settimana, poi arriva il brasiliano col suo preparatore psicologico [il primo nella storia della formula uno], camicia aperta, una caipirinha con l'ombrellino, due fighe da paura, bello come il sole, salta sulla macchina e non lo vedi più. Povero Prost. Che poi aveva pure sto naso, mamma mia, un deflettore pauroso. Comunque bravo pilota anche lui, si si. Tutto questo per dire cosa? Ah si, il gommista. Insomma io la macchina la guido, direi ne bene ne male, dipende dai gusti. Mia mamma non ci sale. Dice che corro. Chissà cosa diceva la mamma di Nuvolari o di Fangio. Diciamo [e qui uso un termine tecnico] che ho una Vd abbastanza elevata, ovvero una Velocità Desiderata alta, volgarmente detto: corro. Non da scavezzacollo, non così, ma sotto i 70 è noia. Si si adesso torno al gommista. Insomma lui è uno di quelli che crede che tutti gli alfisti debbano essere dei grandi tamarri esperti di carburatori e cose così. Sincerità? Ho preso l'Alfa 147 perchè mi piaceva, vero, e poi mio padre ha sempre avuto Alfa. Ma se mi capitava tra le mani l'A3 che dicevo io, non ci pensavo due volte. E poi il vero alfista compra benzina, non 1.9 jtd. Perciò sparami sto prezzo delle gomme. 860 pezzi da uno. Quando ho riaperto gli occhi ho ascoltato mentre mi spiegava che erano delle Vredestein. Ho cercato su internet e ve le consiglio se non siete studenti nullatenenti come me, sono pure garantite in caso di ogni tipo di rottura, anche da urto. Comunque sia avevo su delle Pirelli. Marca discreta per le misure grosse [ho gomma larga da 17] ma si può migliorare. Appena sotto a circa 830 pezzi da uno ci sono le Continental. Buone, semplici, affidabili, ancora troppo care. Alla fine avevo quasi ceduto per le Dunlop [mai provate prima, ho detto tentiamo] per 700 euro. Poi ho preso tempo e difatti a Montebelluna le ho trovate per 500. Sempre Dunlop. A ottobre per le invernali ho preso Yokohama. Oh, la macchina i suoi bei cavalli li ha: mai sbavato di una virgola, neanche sul ghiaccio. Speriamo ste Dunlop funzionino uguale, la prossima volta tra 3 anni, quando se Dio vuole avrò la pecunia, sicuramente diventerò cliente Vredestein. Alla domanda perchè non hai preso Michelin rispondo dicendo "si consumano anche solo a guardarle". E le Bridgeston? Si, lo so. Ma ormai ho preso le Dunlop.
Considerazioni finali:
-sono il mio utente 7777
-sto per andare a bere una birra alla cerva dato che sono le 23.45
-a Belluno ti inculano 200 euro, ma col sorriso.
Buone gomme a tutti. May 13 Here comes the boom>>Palla ovale
Io sto alla palla ovale come Mirco Bergamasco al tap-in sul secondo palo. Premesso questo, andiamo avanti. Ieri sono andato a Villa Montalban a giocare con la palla ovale. Straordinario. Pensa se inventassero uno sport con la palla cubica. O piramidale. Occhio a non caderci sopra.
Un movimento rotatorio della testa mentre spalanco la bocca in un urlo sordo, abbraccio con uno sguardo appannato la terra, il cielo, la terra di nuovo. Poi le mani, le mani che battono sul petto al ritmo del cuore, sulla faccia, al ritmo del tamburo da guerra, nell’anima al ritmo del coraggio. Sono lì piegato, teso come la corda di un’arco, ho la piena consapevolezza di ogni mio muscolo, del mio corpo, dei miei sensi. Sento la carezza calda del sole sulla mia guancia destra, l’abbraccio leggero del vento, il profumo selvaggio dell’erba. Guardo l’avversario davanti a me. Ci separa un odio lungo sessanta minuti, qualche metro di stoffa e cinque metri di terra, sudatissima stramaledetta terra. Stringo forte le mani, le nocche paion di ghiaccio, poi allargo il palmo, all’infinito. Secondi che paiono invischiarsi nell’ingranaggio del tempo, poi un gesto, un segnale, l’esplosione dei muscoli, tutto accelera, vibra, vibra, vibra sempre più forte. La corsa, tenere la linea, il compagno chiuso, aiutalo, passare dietro, la palla tra le mani e già la testa avanti, già sapere cosa fare, un buco, ombre che si muovono, si stringe, si stringe, cazzo si stringe. Chiudere gli occhi, mani che ti tengono, un colpo, la spinta, niente, vado giù. No, cazzo, no, io non vado giù. Spalla avanti, spingi spingi, corri corri corri corri. Non girarti, senti i passi, il fiato, il suono inconfondibile di una corsa che si rompe. La tua invece è perfetta, corri come non mai, corri anche ora che nessuno più ti prende. No non ti prende più nessuno, ma guarda la palla e corri, corri lo stesso. Che bella quella palla, non ti fa più incazzare come rimbalza, te la tieni stretta quella palla. Poi la linea, lo scopo di tutto, quei dieci centimetri di campo che valgono una vita, il niente e il tutto separati da una bava di calce bianca. La scivolata sull’erba che sa di primavera e di gloria, la palla tenuta giù con la mano, poi su, rialzarsi, le facce degli avversari, l’abbraccio dei compagni e l’urlo, non più sordo, ma forte come un rombo che esplode da dentro, da dove suonavano, tremendi, i tamburi del guerriero.
May 12 Su una strada, sotto il sole.>>Balocco
Non siamo abituati alla morte. Farò, andrò, sarò. Abbiamo troppi impegni, troppe cose da fare per morire adesso. Così non ci pensiamo, un giorno capiterà, ma non ci pensiamo. Intanto però a qualcuno deve pur toccare, qualcuno dovrà rinunciare a qualche impegno. Povero signor Rossi. Sta pensando che domani andrà a giocare a golf. Eh no signor Rossi, niente golf domani per lei. Spiacente, deve andare ad un funerale, il suo.
Ieri mi è morta una persona davanti, non più di dieci metri. Un motociclista. Non stava correndo, ripeteva la moglie. Lacrime, disperazione, incredulità, cedimenti. Poi daccapo. L'elicottero, l'ambulanza, venti minuti di massaggio cardiaco, i medici che si danno il cambio stremati. Le faccie scure, la le urla, il lenzuolo bianco che splende sotto un sole che abbaglia. Le faccie degli amici, lacrime che si mescolano negli abbracci. La donna che non si da pace, abbraccia ancora il marito morto. C'erano più di cinquanta persone su quella strada ieri, i soliti curiosi, i sono un dottore, i motociclisti come lui, i costernati, gli indifferenti, i ma quando riaprono la strada. Speravo ce la facesse, ero lì per quello, per sapere che se l'era cavata, che non ero stato messo di nuovo di fronte all'inevitabile. Niente. Non è morto per l'incidente signora, è stato un infarto. Come se cambiasse. I figli e i fratelli avvisati con una telefonata secca, mi ha colpito. Nel dolore non si ha tempo per giri di parole. Pronto Federico, siamo al Vajont, tuo fratello è morto. Click. Luca papà è morto. Clik. Poi il corpo si sposta, show must go on, la strada si riapre. I motociclisti, loro possono, passano accanto alla donna piegata sul marito a morore spento, spingendo. Io spengo i fari, di più non posso, vado in salita. Ripasso da quella strada un'ora dopo. Dove è finita una vita, cinquant'anni di ricordi, di figli, di lavoro, amici, passioni, lotte, sacrifici, di storia, lì non resta traccia. Ne fiori, ne frenate, ne vetri. La strada come l'ho sempre vista, la curva col muretto, il guard rail arruginito, il torrente che continua a scorrere e l'erba ancora da tagliare. Così è la vita. Avanti il prossimo.
"Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo." Aldo Moro
BaloccoHo visto un uomo morire L’ho visto accasciarsi e accasciato morire.
E’ morto come se in lui qualcosa si fosse rotto, proprio come in un giocattolo. Come se la vita d’un tratto, ormai stanca di giocarci, l’avesse messo da parte.
Chissà come si sta di là, nello scatolone dei giocattoli rotti. May 09 Italian Style>>Me piace tuto lo ragazzo italiano..
Ricordo l'inciso di una canzone di qualche anno fa.. "a me piace tuto lo ragazzo italiano percchè verra verramente bravo a fare amore.. love.. amore" [Love (Amore) di Lia de Bahia]. Quindi non potevo non pubblicare questo video, pescato tra i tanti in cui qualche nostro connazionale fa dire qualcosa tipo "io faccio pompini gratis" a qualche sventurata. E ce ne sono da ogni parte del mondo! Daltronde chi di noi almeno una volta nella vita all'estero, indicando il polso come per chiedere l'ora, non ha detto "musodamona?" o cose simili? W lo ragazzo italiano.
Tienme che te dago>>Diffondere il verbo [AKA un disco per l'estate]
Come certo sapete sono una persona che non si tira mai indietro quando c'è da darsi da fare per una giusta causa e quando prendo a cuore una cosa poi mi ci appassiono come pochi. Ora, è da un pò di tempo che una volta o due al giorno vado a vedermi un video [girato nell'appartamento di un mio amico a Padova] che è semplicemente straordinario e che sta guadagnando una certa meritata popolarità nel mondo dei bloggers bellunesi [e ovviamente padovani, I suppose]. Come potrete vedere ha tutto per essere il disco per l'estate o discotormentone che dir si voglia: orecchiabile, facile, ripetitivo e ha un suo balletto molto semplice. Adoro. Tienme tienme te dago te dago.. e l'inquadratura in vestaglia e pantofole davanti al cesso.. tanta roba! Ecco quindi questo video, assolutamente fuori battuta, fuori tempo, montato e girato con tecnologie Commodor 64. Adoro sempre di più. Fatelo sentire ai vostri amici, un giorno vi ringrazieranno.
Dj Claut & Dj Pasciu
tienme, tienme te dago
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