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Enrico Bortoluzzi

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Ciao belli.. se siete qui e non avete sbagliato pagina probabilmente mi conoscerete già meglio di quanto mi conosca io, quindi..Dai che ci si sente su msn enrikuez@hotmail.it

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fatti e misfatti tra Belluno, Venezia e dintorni...

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January 09

Correva l'anno 1963.

>>Ich bin ein Berliner.
"Sono fiero di trovarmi in questa città come ospite del vostro illustre sindaco, che ha simboleggiato nel mondo lo spirito combattivo di Berlino Ovest. E sono fiero di visitare la Repubblica federale con il vostro illustre cancelliere, che da tanti anni impegna la Germania per la democrazia, la libertà e il progresso, di trovarmi qui in compagnia del mio compatriota generale Clay, che è statoin questa città nei grandi momenti di crisi che essa ha attraversato, e vi ritornerà,se mai ve ne sarà bisogno.Duemila anni fa, il vanto più grande era questo: Civis romanus sum. Oggi, nel mondo della libertà, il maggior vanto è poter dire: Ich bin ein Berliner.C'è molta gente al mondo che realmente non comprende - o dice di non comprendere- quale sia il gran problema che divide il mondo libero dal mondocomunista. Vengano a Berlino. Ci sono taluni i quali dicono che il comunismorappresenta l'ondata del futuro. Che vengano a Berlino. E ci sono poi alcuni che dicono, in Europa e altrove, che si potrebbe lavorare con i comunisti. E vengano anche questi a Berlino. E ci sono persino alcuni pochi, i quali dicono che è vero, sì, che il comunismo è un cattivo sistema, ma che esso consente di realizzare il progresso economico. Lass sie nach Berlin kommen. La libertà ha molte difficoltà, e la democrazia non è perfetta; ma noi abbiamo mai dovuto erigere un muro per chiudervi dentro la nostra gente e impedirle di lasciarci. Desidero dire a nome dei mie concittadini, che vivono molte miglia lontano, al di là dell'Atlantico - e sono remoti da voi - che per loro è motivo di massima fierezza il fatto di avere potuto condividere con voi, sia pure a distanza, la storia degli ultimi diciotto anni. Non so di alcuna città che, contesa per diciotto anni, conservi ancora la vitalità, la forza, la speranza e la risolutezza della città di Berlino Ovest. Sebbene il muro rappresenti la più ovvia e lampante dimostrazione degli insuccessi del sistema comunista dinanzi agli occhi del mondo intero, non ne possiamo trarre soddisfazione. Esso rappresenta infatti, come ha detto il vostro sindaco, un'offesa non solo alla storia, ma un'offesa all'umanità, perché divide le famiglie, divide i mariti dalle mogli e i fratelli dalle sorelle, e divide gli uni dagli altri i cittadini che vorrebbero vivere insieme. Ciò che vale per questa città, vale per la Germania. Una pace veramente durevole in Europa non potrà essere assicurata fino a quando a un tedesco su quattro si negherà il diritto elementare di uomo libero, e cioè quello della libera scelta. In diciotto anni di pace e di buona fede, questa generazione tedesca si è guadagnata il diritto di essere libera e con esso il diritto di unire le famiglie e la nazione in pace durevole e in buona volontà verso tutti i popoli. Voi vivete in un'isola fortificata della libertà; ma la vostra vita è parte della vita del mondo libero. Vorrei quindi chiedervi, concludendo, di levare il vostro sguardo al di là dei pericoli di oggi e verso la speranza di domani, al di là della semplice libertà di questa città di Berlino o della vostra patria tedesca e verso il progresso della libertà dovunque, al di là del muro e verso il giorno della pace con giustizia, al di là di voi stessi e di noi, verso l'umanità tutta. La libertà è indivisibile, e quando un uomo è in schiavitù, nessun altro è libero. Quando tutti saranno liberi, allora potremo guardare al giorno in cui questa città sarà riunita - e così questo Paese e questo grande continente europeo - in un mondo pacifico e ricco di speranza. Quando questo giorno infine verrà - e verrà - la popolazione di Berlino Ovest potrà avere motivo di misurata soddisfazione per il fatto di essersi trovata sulla linea del fronte per quasi due decenni. Tutti gli uomini liberi, ovunque si trovino, sono cittadini di Berlino. Come uomo libero, quindi, mi vanto di dire: Ich bin ein Berliner."
 
dal discorso pronunciato a Berlino da John Fitzgerald Kennedy, 26 giugno 1963
 
 
December 19

Giornata tipo

>>Giornata tipo dell'Inter
 
ore 8.00: Mourinho si alza e dolcemente dice ti amo allo specchio.

ore 8.30: Adriano chiude la discoteca e va all'allenamento (di regola
si addormenta mentre sta guidando).

ore 9.00: i giocatori arrivano al campo di allenamento. Muntari chiede
a Materazzi se può aiutarlo con la
lingua visto che è l'unico italiano. Dopo cinque minuti lascia perdere,
regala un dizionario a Materazzi e chiede a Javier Zanetti.

ore 10.00: chiama Mancini per sapere perché questo mese non gli è stato
accreditato lo stipendio, visto che deve pagare l'estetista. Risponde
Mourinho, Mancini riattacca subito e telefona sul cellulare a Moratti
piangendo: "Mi hai detto che con quello era finita!!!".

ore 10.10: Quaresma prova la trivela. Tre piccioni morti.

ore 10.20: un tifoso boy scout aiuta Figo ad attraversare la strada ed
a raggiungere l'allenamento.

ore 10.30: Mourinho prova lo schema "palla ad Ibrahimovic e che Dio ce
la mandi buona".

ore 11.00: Quaresma riprova la trivela. Grave infortunio di un operaio
che lavorava su un impalcatura là vicino.

ore 14.00: Cordoba, Samuel e Materazzi organizzano un simpatico
mattatoio a metà campo coi ragazzi della primavera e successivamente
presentano il loro nuovo libro, scritto a più mani con alcuni
extracomunitari clandestini, dal titolo "Tanto comunque vada non ci
potete espellere".

ore 15.00: Mourinho si invia una lettera d'amore.

ore 15.30: Quaresma riririprova la trivela. Colpito il catetere di
Figo.

ore 16.00: Mourinho prova lo schema "Ibra pensaci tu".

ore 17.00: Burdisso con uno stop a seguire segna all'incrocio opposto.


ore 17.15: Quaresma ririririprova la trivela. Mourinho gli fa notare
che sono finiti i palloni, che non possono recuperarli sempre a Malpensa
e che ha leggermente rotto i marroni.

ore 18.00: arriva Adriano e chiede a che ora si mangia.

ore 18.15: Mourinho interroga i giocatori. Alla domanda: "Allora
ragazzi avete capito cosa dovete fare?", tutti in coro "Diamo la palla
ad Ibra". Tutti tranne Materazzi che risponde "presente".

ore 18.30: i giocatori tornano alle rispettive case, Adriano torna
all'Hollywood, Figo all'ospizio.

ore 22.00: Mourinho fa ripetutamente l'amore con sé stesso ed alla fine
si dice "Sei stato magnifico come sempre".

ore 24.00: a letto, non visto da nessuno, quasi in silenzio, Quaresma
fa una trivela.
December 05

Come levar dall'anima questa passion..

>>Pena de l'alma.. 

 

Uomini Crudeli che Pelano i gatti.

>>Chi parla forse non ricorda che..
E' successo una fredda notte di qualche anno fa e oggi che un pò troppi ignoranti di calcio meglio noti come interisti alzano la cresta perchè hanno lo straffottente in panchina, mi sembra giusto ricordarlo.
 
CRUDELI L'HA VISTA COSI'

 

PELLEGATTI L'HA VISTA COSI'

 

E GIA' CHE CI SONO MI PIACE RICORDARE AD IBRA QUESTA STORIELLA:

 

 
December 02

Il governo delle banane

>>Il governo delle banane
Sembrerebbe che il governo abbia intenzione di revocare il finanziamento (con detrazione del 55% dei costi sostenuti) alle opere di miglioria energetica degli edifici, unico settore trainante di un mondo dell'edizia in crisi e punto cardine del futuro assetto energetico del paese. Norme anticrisi le chiamano. Che teste di cazzo. La vera chicca della manica di ignoranti che ci governano è che l'annullamento dei fondi è retroattivo, cioè chi già (privati o peggio aziende) ha costruito bilanci e calcoli su una legge esistente ed ha investito soldi pesanti sul risparmio energetico si trova col culo per terra. Per cose da meno aziende falliscono. Norme anticrisi le chiamano.
 
"Se così è, si può prevedere che almeno 9 su 10 tra i cittadini e le imprese che hanno sostenuto nel 2008 ingenti spese di risparmio energetico, anche perché motivati dalla certezza di godere della detrazione, dovrà accontentarsi (come prevede appunto il decreto legge) della molto più limitata detrazione sul recupero. Si tratta del 36% anziché del 55% e per di più su un tetto di spesa molto ridotto, 48 mila euro, anziché su una cifra variabile da un minimo di 54.545 euro a un massimo di 181.818 euro a seconda del tipo dei lavori eseguiti. Infatti nel solo nel 2007, secondo dati delle Entrate sono state richieste detrazioni per 825 milioni di euro,contro gli 82,7 milioni di euro disponibili per il 2008 (anno in cui le domande per il bonus sono state sicuramente in crescita rispetto a quello precedente).
Poiché si deve supporre che l'istanza telematica di detrazione alle Entrate si presenti solo una volta affrontate le relative spese, e non prima di affrontarle (altrimenti il meccanismo di controllo sull'entità della copertura della spesa perderebbe senso), da dicembre 2008 in poi molti che intendevano iniziare lavori di risparmio energetico lasceranno perdere. Chiunque infatti voglia godere della detrazione del 55% dovrà essere consapevole di dover investire il proprio denaro non solo senza la certezza di poter godere dell'agevolazione, ma anche con ottime probabilità di non riuscirci.
Quindi le opere per di riqualificazione energetica degli edifici, di coibentazione, di installazione di pannelli solari e di caldaie a condensazione andranno eseguite con la consapevolezza che l'unica detrazione certa rimane quella del 36% fino a 48 mila euro di spesa, che dovrebbe poter essere concessa in ogni caso anche dal 2009 in poi (salvo ulteriori cambiamenti normativi).
Infine va ricordato che il decreto legge prevede la presentazione telematica delle istanze a decorrere dal 15 gennaio 2009 e fino al 27 febbraio 2009, per le spese sostenute nel 2008, e dal 1° giugno e fino al 31 dicembre, per gli altri due anni. Poiché l'esame delle Entrate seguirà l'ordine cronologico, è da prevedersi che il 15 gennaio 2009 il sito dedicato andrà in tilt a un minuto dalla sua attivazione, perché tutti si precipiteranno a "cliccarlo" per compilare l'istanza nel minor tempo possibile, onde non perdere la detrazione. Chiunque compilerà l'istanza nei giorni successivi, perderà solo tempo. Si ripeterà insomma la poco edificante esperienza capitata per i decreti flussi degli immigrati extracomunitari.
Infine è prevedibile che molti di coloro che si sono visti rifiutare il 55% per le spese affrontate nel 2008, per mancanza di fondi, ripresenteranno l'istanza il 1° giugno del 2009. Lo faranno per eventuali pagamenti effettuati nel 2009 stesso, riferiti comunque ai lavori effettuati nel 2008 o proseguiti nel corso del 2009 (ai fini della detrazione, conta infatti la data del bonifico). Ciò pone un'ipoteca anche sul tetto di bonus disponibile per il prossimo anno (185,9 milioni di euro). "
Da IL SOLE 24 ORE di oggi. Senza parole.
 
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